«L’idea– racconta Maroni – risale a prima del Covid quando, come Chiesa, ci siamo ritrovati a pensare come intercettare i giovani della città che spesso girano per il centro senza un luogo dove sostare.
Abbiamo così pensato di aprire le porte dell’oratorio di San Vittore, una palazzina in centro con un campetto di basket, e dedicare loro uno dei piani della struttura».
Nei pomeriggi in settimana, dunque, i ragazzi, in età di scuola superiore ma non solo, possono liberamente accedere ai locali: «È una modalità di fare oratorio che si avvicina a quella delle origini, ovvero l’idea di un’apertura per intercettare i giovani che solitamente rimangono fuori. È un luogo – spiega l’educatore – dove si sta con gli amici, si gioca, si fanno i compiti, ma non solo».
Col tempo, i ragazzi hanno fatto propri i locali arredandoli e decorandoli a loro piacimento e sono state avviate diverse attività anche su loro iniziativa.
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